L'ultima generazione

[SPETTACOLO IN ARCHIVIO]

L'ultima generazione è quella che mi precede. Che ha disegnato l’ordine sociale in cui mi muovo, che mi ha dato la cultura e i modelli di riferimento. Che ha in mano le leve del potere e dell’informazione. L’ultima generazione è la mia. Che si dibatte per trovare un proprio spazio, compresa nello sforzo impossibile di disegnare il suo modello nel momento in cui lo vive. Che sente il peso delle sue contraddizioni L'ultima generazione è quella che mi segue. Che guarda a me come un vecchio, che parla una lingua che non capisco. “Barbari” che si allenano, giocando, ad assalire l’orto che faticosamente ho costruito.

L’ULTIMA GENERAZIONE è uno spettacolo che parla del presente. Specchiandolo nelle vicende che l’hanno generato, tessendo fili attraverso la trama della nostra storia recente. È uno spettacolo che parla di ognuno di noi impegnato nel difficile compito di costruire la propria identità in una società in costante e rapido mutamento.

1968: il mondo entra in movimento. Da quel momento, e fino ad oggi, la velocità di trasformazione del mondo - e del nostro stare al mondo - subisce un’impressionante accelerazione.

I quarant’anni che ci portano al nostro presente vedono un susseguirsi di eventi epocali, di trasformazioni radicali, in un mondo sempre più esteso ed interconnesso.

Cambia la società, nascono nuove lacerazioni con gli anni di piombo e la strategia della tensione, si trasforma e precarizza il mondo del lavoro, si modificano gli stili di vita mentre i nuovi media e Internet allargano l’orizzonte. E fatalmente entra in crisi e si modifica il sistema politico.

In questa accelerazione i 20, 25 anni che separano una generazione da quella che l’ha preceduta sono un tempo biblico. E la comunicazione fra generazioni diviene difficile; la trasmissione di modelli una mera utopia.

Ogni generazione diventa L’ULTIMA GENERAZIONE, sola perché isolata nel suo presente, sorda ai valori e ai modelli di quella che l’ha preceduta e cieca dinanzi a un futuro troppo complesso per essere delineato e decifrato.

Attraverso una comunicazione di forte impatto emotivo e visivo, in una scenografia claustrofobica continuamente trasformata dall’azione dei video, lo spettacolo L’ULTIMA GENERAZIONE racconta la trasformazione sociale degli ultimi quarant’anni ponendo al centro il punto di vista di chi, oggi con questa trasformazione deve fare i conti.

Dalla stampa

"La messinscena “1968 – 2008. L’ultima generazione” nata dal genio di Centrale Produzioni e la regia di Teo Paoli, è un gioco d’incastri tra livelli spazio temporali (dominano la scenografia un solaio e una serie di ponteggi mobili) e universi emotivi, in piena crisi di militanza. (...) I tre giovani interpreti Silvia Baccianti, Lavinia Rosso e Alessandro Mazzoni in una coreografica danza del dissenso abitano la soffitta scenica come ragni inquieti, uscendo ogni tanto dal presente immaginandosi protagonisti della lotta. I luoghi comuni contemporanei fendono la drammaturgia con efficaci quadri: dal bambino alieno tutto Ipod fino all’ossessione per lo spinning e la forma fisica, passando per i quattro salti in padella e le fiction tv. (...) Gli interpreti non perdono un colpo e trasmettono al pubblico un malinconico senso di lotta oggi ormai perduto: “Loro sentivano che il mondo era ingiusto e l’hanno cambiato, noi non ci aspettiamo più niente”.

(Miriam Monteleone)

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