Perché scavare la Storia

Studiare la storia è leggere il DNA della società umana. Come nel nostro codice genetico oltre al colore dei capelli, alla forma del naso, del cuore e delle dita dei piedi, c’è racchiusa anche la nostra trasformazione dall’essere unicellulare - le branchie e la loro scomparsa, la coda, la pelliccia, e via e via - così nella vicenda storica sono racchiuse le nostre origini, le trasformazioni, le contaminazioni che ci hanno portati, nel bene e nel male, al punto attuale.

Nella nostra cultura, nel nostro comportamento, nel nostro essere animali sociali, entrano in gioco influenze e contributi di popoli, società e vicende spesso lontanissimi nel tempo e nello spazio: quanto del nostro essere odierno dobbiamo ad esempio alla civiltà greca classica? O alla struttura socio-politica della Roma repubblicana e poi imperiale? E quanto influisce l’avvento, in ambito semitico del monoteismo da cui scaturiscono in epoche diverse il cristianesimo e l’Islam? E la lenta fusione fra la società romana e i popoli germanici - la cosiddette “invasioni barbariche”? E la feroce lotta fra Riforma e Controriforma? E la conquista europea del continente americano? E la rivoluzione Francese? E la rivoluzione industriale? E poi, avvicinandosi nel tempo, le guerre risorgimentali, i nazionalismi, la crisi dello stato borghese, la prima guerra mondiale, i comunismi, la rivoluzione russa, la crisi finanziaria del ’29, i fascismi, le guerre mondiali, la guerra fredda, la rivoluzione cinese…

Ogni evento storico di una certa rilevanza lascia tracce indelebili nell’intera società umana. Ma, a differenza del DNA, che, nella sua complessità è lineare - un’unica “stringa” di informazioni su un solo livello - la vicenda storica si articola e si riverbera sui molteplici aspetti dell’esistenza: sui bisogni primari (cibo, spazio, sopravvivenza e riproduzione) sul pensiero, sull’organizzazione sociale, politica e sulle forme fisiche di aggregazione (la famiglia, il clan, il villaggio, il castello, la megalopoli…), sullo sviluppo scientifico e tecnologico, sul sentimento religioso, sull’ambiente, sulle risorse naturali…

Oggi, nell'era di Internet, abbiamo la possibilità di costruirci con una certa facilità percorsi di ricerca e di indagine che spaziano in ambiti estremamente diversi ed eterogenei, in un gioco di rimandi dettati dalla nostra curiosità, dalle nostre intuizioni e con l’ausilio di una messe quasi sconfinata di informazioni, notizie, suggestioni. È un’opportunità straordinaria, soprattutto a livello divulgativo e didattico che però, per essere sfruttata appieno necessita di un significativo cambio di paradigma nell’approccio alla disciplina della Storia. Perché lo strumento fondamentale - il motore stesso - della ricerca diventa proprio la curiosità e il percorso non può essere precostituito.

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