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| 1968 / 2008 | L'ULTIMA GENERAZIONE | ||||||||||||||||||||||||||||||||
L’ultima generazione è quella che mi precede. Che ha disegnato l’ordine sociale in cui mi muovo, che mi ha dato la cultura e i modelli di riferimento. Che ha in mano le leve del potere e dell’informazione. L’ultima generazione è la mia. Che si dibatte per trovare un proprio spazio, compresa nello sforzo impossibile di disegnare il suo modello nel momento in cui lo vive. Che sente il peso delle sue contraddizioni. | il nuovo spettacolo di CENTRALE PRODUZIONI un progetto di Silvia Baccianti, Lavinia Rosso e Teo Paoli
| studio preliminare 4 novembre 2008 OFFICINA GIOVANI p.zza dei Macelli 4 - Prato debutto dello spettacolo 10 dicembre 2008 Teatro AFFRATELLAMENTO progetto Affratellamento Open Space via Giampaolo Orsini 73 - Firenze | |||||||||||||||||||||||||||||||
| L’ultima generazione è quella che mi segue. Che guarda a me come un vecchio, che parla una lingua che non capisco. “Barbari” che si allenano, giocando, ad assalire l’orto che faticosamente ho costruito. | Uno
spettacolo che parla del presente specchiandolo nelle vicende che
l’hanno generato, tessendo fili attraverso la trama della nostra
storia recente. Uno spettacolo che parla di ognuno di noi impegnato nel difficile compito di costruire la propria identità in una società in costante e rapido mutamento. 1968: il mondo entra in movimento. Da quel momento, e fino ad oggi, la velocità di trasformazione del mondo - e del nostro stare al mondo - subisce un’impressionante accelerazione. I quarant’anni che ci portano al nostro presente vedono un susseguirsi di eventi epocali, di trasformazioni radicali, in un mondo sempre più esteso ed interconnesso; cambia la società, si modificano gli stili di vita, si allarga l’orizzonte. In questa accelerazione i 20, 25 anni che separano una generazione da quella che l’ha preceduta divengono una barriera invalicabile. E la comunicazione fra generazioni diviene difficile; la trasmissione di modelli una mera utopia. Ogni generazione diventa L’ultima generazione, sola perché isolata nel suo presente, sorda ai valori e ai modelli di quella che l’ha preceduta e cieca dinanzi a un futuro troppo complesso per essere delineato e decifrato. Attraverso una comunicazione di forte impatto emotivo e visivo, in una scenografia scarna ma continuamente trasformata dall’azione dei video, lo spettacolo L’ultima generazione racconta la trasformazione sociale degli ultimi quarant’anni vista da chi, oggi con questa trasformazione deve fare i conti. |